Diapositiva

Diapositiva

Diapositiva

11.04.2020
Autore / Author: Matteo

DiapositivaIl maestro di fotografia dona ad un allievo uno strumento semplice. Si tratta di una vecchia diapositiva, ormai inutile. Preme il dito sul centro, sul supporto trasparente, lo stacca e resta solo la plastica. “Tieni, facci un buco qui, ci fai passare un cordino. Lo tieni al collo e la usi per inquadrare, ti aiuterà a vedere come devono vedere i fotografi, ti allenerà a inquadrare e a comporre le tue immagini. Lo tieni davanti all’occhio e a seconda di quanto lo allontani è come se cambiassi focale”. 

 

La storia di Otzi

La storia di Otzi

La storia di Otzi

09.15.2020
Autore / Author: Matteo

SimilaunPer comprendere la preistoria, non c’è scoperta recente più importante di quella dell’ “uomo del Similaun”. Nel museo dedicato all’uomo dei ghiacci nato e vissuto 5000 anni fa (https://www.iceman.it) e ritrovato a oltre 3000 metri in un ghiacciaio altoatesino, sono esposti oggetti, le cose che Ötzi portava con se. O meglio, il museo raccoglie anche molto altro, tra cui le testimonianze, documentazione e spiegazioni delle ricerche svolte, di quelle in corso e di quelle futuribili, ma è quello che emerge dai ghiacci insieme alla mummia a creare un ponte tra noi e il suo mondo e una forte empatia nei confronti di chi ci ha preceduto su questo pianeta. Come fare per coprirsi e ripararsi dal freddo? Dell’abbigliamento colpisce la praticità dei gambali, ma soprattutto la capacità tecnica nella produzione, la scelta dei materiali più idonei, dai vegetali alla pelliccia di capre e pecore, per arrivare a quella di orso per il copricapo. Oltre all’ascia, un’arma molto diffusa al tempo, l’arco in tasso – l’oggetto più grande tra quelli ritrovati – era in grado di trafiggere un capriolo a 30-50 mt di distanza, la caccia quindi, per nutrirsi, ma non solo. Il contenitore in corteccia di betulla, i funghi portati con se per le proprietà curative, e altre scoperte – ci aiutano a comprendere come le conoscenze fossero approfondite in moltissimi ambiti. Quella di Ötzi è una storia ancora in corso, fatta di continue rivelazioni e scoperte, ed è in un buona parte una storia fatta di COSE. Per maggiori informazioni si veda: Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio. Informazioni e curiosità sul celebre ritrovamento archeologico di Angelika Fleckinger. 

 

 

sinking and melting

sinking and melting

sinking and melting

05.29.2020
Autore / Author: Matteo

sinking and meltingEsiste un sito che ci apre la visuale su di un altro museo delle cose http://www.sinkingandmelting.org 

una raccolta di oggetti provenienti solo da quei luoghi che potrebbero scomparire a causa delle conseguenze dei cambiamenti climatici. Le cose hanno radici nei luoghi, un insieme di oggetti racconta molto più di una storia su un contesto geografico, naturale, cultura e sociale.

L’archivio che sta nascendo è degno di nota, la metodologia è condivisibile, è quella di ogni museo, le foto, la localizzazione, la data della raccolta, il “donatore”. Invitiamo tutti a contribuire al nostro Museo, ma anche a questo.. Grazie. 

 

 

Guidalberto Bormolini

Guidalberto Bormolini

Guidalberto Bormolini

01.01.2020
Autore / Author: Matteo

reliquia-relicAbbiamo intervistato Guidalberto Bormolini, https://guidalbertobormolini.it Abbiamo pensato a lui per molti motivi, tra cui il suo costante impegno come Tanatologo.Gli abbiamo chiesto cosa ne pensi dei rapporti che gli uomini hanno con le cose e quale sia l’oggetto che metterebbe in museo.            “In linea con le tradizioni antiche e il pensiero dei Padri della Chiesa, la mia idea di fondo è questa: tutto ciò che è visibile, tangibile – rappresenta in realtà qualcosa di intangibile, un aspetto del mondo spirituale, una potenza angelica, una forza spirituale, una virtù divina. La bellezza di ciò che ci circonda, oggetti compresi, è uno specchio della bellezza divina. La mia idea deriva quindi dalla sapienza tradizionale e non è lontana dall’idea platonica dell’oggetto come raffigurazione materiale di un mondo superiore. Tra le cose materiali, ci sono tre cose che indicherei. Continua a leggere

La prima, la meno materiale, deriva dal mistero dell’incarnazione che stanotte celebriamo (Intervista realizzata la vigilia di Natale),  che rende la materia capace di accogliere il divino come avviene nel pane e nel vino dell’eucarestia. Una seconda cosa, intermedia, che non metterei in mostra come un oggetto pur appartenendo al mondo materiale, ma che ritengo preziosa, sono le reliquie dei santi. Sono oggetti che contengono il mondo divino incarnato nella materia. Ad esempio, i pezzi di osso nei reliquiari che i nostri antenati ci hanno lasciato, sono già un ponte tra il mondo tangibile e il mondo divino e spirituale. Se dovessi poi scegliere un terzo oggetto, direi la casa, quella dove mi incontro con le persone con le quali condividiamo gli stessi ideali. Non un piccolo oggetto quindi, ma un grande contenitore, frequentato da chi ha un grande ideale da condividere. Quanto ad un vero e proprio oggetto, mi sono sempre chiesto “ma se scoppiasse un incendio o un terremoto, quale oggetto mi porterei via?” E, se c’era un oggetto che volevo portarmi via, me ne liberavo. Le reliquie dei santi sono l’unica cosa che porterei via se la casa dovesse prendere fuoco. La casa stessa invece va anche oltre l’oggetto materiale, poiché è soprattutto luogo di relazione tra le persone”.

 

 

Il Libro dei visitatori

Il Libro dei visitatori

Il Libro dei visitatori

11.06.2019
Autore / Author: Matteo

libro-visitatoriQuesto è l’oggetto per cominciare la rubrica “Cose da museo”, è la prima cosa che leggo quando comincio a lavorare per un museo nuovo durante il primissimo sopralluogo, l’ultima del percorso espositivo: il libro dei visitatori. Di questo oggetto mi interessa tutto; estremamente simbolico, mutevole nel tempo (dall’oggetto di carta e cartone, ad Instagram o altro social), sempre presente (anche solo per raccogliere gli indirizzi di posta elettronica), ma quasi mai tenuto presente nelle valutazioni, primo elemento di co-produzione del contenuto espositivo da parte del visitatore – il libro… Il libro è un’ottima scusa per parlare del museo, di cosa significhi realmente per me, e per chi fa parte di questo progetto, al di là delle dotte definizioni che avremo modo di fornire nelle recensioni della Biblioteca. Il museo è vivo e vitale anche se spesso è il luogo deputato a conservare oggetti del passato (Cose dal passato), lo capiamo dai commenti che spesso, agli “addetti ai lavori” paiono di poco conto; insulti e “male parole” scritte dagli studenti delle superiori, il commento decisamente troppo generoso lasciato dalla signora, il confuso tentativo di esprimere la meraviglia delle collezioni e il raggiunto stato di flow da parte del turista straniero.

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 Bene, oggi non vi ho parlato di una cosa precisa ed identificabile in un altrettanto definito museo del mondo, ma di un concetto; un diario di viaggio e – insieme – uno strumento in cui raccogliere consigli, commenti, critiche e complimenti che aiutano a crescere, ma soprattutto a unirci; mettere in collegamento e relazione reciproca tutte quelle persone che danno un valore allo studio e alla ricerca, alla conservazione del nostro patrimonio (anche molto personale, vedi Il Museo delle Cose), all’esposizione e alla comunizione agli altri, ma in un costante dialogo, senza mai essere unidirezionali (mai uni-versitari, ma pluri-versitari).

Vi do l’appuntamento al prossimo articolo della rubrica, scusandomi per non avervi raccontato una storia, ma di avere approfittato per ricordare lo spirito del Museo delle Cose, e delle loro storie; usate questo progetto come se fosse il Libro dei visitatori, lasciate qualcosa di vostro e mettetevi in comunicazione con le storie altrui.

Mandate la vostra cosa qui > https://www.museodellecose.org/#partecipa e se avete storie da raccontare scrivetemi a curatori@museodellecose.org

A presto, M.