Zucca / Mate squash

Zucca / Mate squash

Questo recipiente è ricavato da una cucurbitacea, la legenaria siceraria esistente anche in Europa prima ancora che arrivassero queste zucche dal Sud America.  Le culture precolombiane non avevano ceramica, queste zucche facevano loro da recipienti…di ogni tipo, resistenti e decorabili!

Può servire per bere, non necessariamente acqua…anzi, chicha, per esempio, il fermentato di mais oppure bevande di vario tipo. Si può fare di tutto con le zucche mate, che prendono il nome dal “mate” un infuso di erbe (yerba mate in Argentina, ma può essere coca in area andina). 

Hanno preso nome, le zucche, da quello che si può consumarvi all’interno di più valido. E la decorazione è molto interessante.

Tazzine / Coffee cups

Tazzine / Coffee cups

Le tazzine sono un ricordo della nonna, tardo 800…le buone cose di pessimo gusto!

“C” nel ricamo come casa, calore, Carlotta….e mi fanno pensare alla Poesia di Guido Gozzano: “L’amica di nonna Speranza”.

Carlotta canta, Speranza suona. Dolce e fiorita si schiude alla breve romanza di mille promesse la vita.”

Ha diciassette anni la nonna!

Carlotta quasi lo stesso.

Scatola dei bottoni / Button box

Scatola dei bottoni / Button box

Nella dispensa di mia nonna, la intravedevo su un alto scaffale di legno, dove regnava: era un barattolo di latta dorata, preziosissimo. Chissà poi perchè l’avevano sempre chiamato scatola, visto che in realtà era un barattolo!

Circondato da quel che rimaneva dell’etichetta, dopo un tenace quanto infausto tentativo di rimozione, si capiva subito che la colla aveva avuto la meglio, lasciando tracce incomprensibili di quello che doveva essere stato il suo uso originario.

E dentro c’erano loro, i bottoni, dei più strani e disparati colori, forme e dimensioni. Alcuni, uguali e legati insieme, erano eredità di uno stesso indumento dismesso perchè logoro o, addirittura, che non c’era più, perchè fatto di lana tornata gomitolo, poi risorta come nuovo capo di abbigliamento.

Poi c’erano anche fibbie e gancetti, ma in netta minoranza.

Era proibita, la maggior parte delle volte. Ma ricordo ancora l’impaziente attesa di poter sentire lo scrosciare dei bottoni rovesciati sul tavolo, quando mi era concesso giocarci.

Ho cercato negli anni di crearne una mia, con scarso successo.

Non la possiedo, ma fa parte di me.

Orsacchiotto / Teddy bear

Orsacchiotto / Teddy bear

Ai più sembrerà solo un semplicissimo orsacchiotto di peluche, ma per me, come accade spesso per le cose che amiamo, è molto di più.
Ha valore enorme perché mi ricorda qualcuno, qualcuno a cui ero molto legata e che, purtroppo, non c’è più.
Mi fu regalato da mia nonna Dolores quando andavo all’asilo, avrò avuto circa 4 anni: ricordo ancora il momento in cui scartai il pacchetto e, felicissima, decisi di chiamare l’orsetto Fiocchettino, per via del suo fiocchetto rosso a pois bianchi.
Oggi, che di anni ne ho 27, Fiocchettino è ancora con me: seduto sempre sul mio cuscino a ricordarmi quel legame speciale che avevo con la mia nonna e che nemmeno la morte ha potuto spezzare.

Odore di Lea / Scent of Lea

Odore di Lea / Scent of Lea

Oggetti…cosa sono gli oggetti?

Alain de Botton diceva: “Gli oggetti che definiamo belli sono versioni delle persone che amiamo.”

Abbiamo mai pensato seriamente al perché amiamo un oggetto? Perché é colorato? Perché é utile?
O più semplicemente perché ci ricorda qualcuno?
La maggior parte delle cose che conservo, per me, hanno un valore intrinseco, un ricordo.
Si comprano oggetti in viaggio come ricordo oppure se ne possono comprare alcuni per sfizio o perché ci fanno pensare a qualcuno.
I miei preferiti però, sono quelli ereditati.
Ereditati da una persona che non si conosce come quelli presi in un mercatino oppure quelli lasciati dalle persone amate.
Queste boccette di profumo, vecchie e ormai vuote per me vogliono dire tanto.
Rappresentano la femminilità. Quella che immaginavo da piccola quando dormivo da mia nonna.
Ricordo ogni volta che vi rimanevo a dormire non vedevo l’ora di andare in bagno per rovistare tra le sue cose.
Nei suoi cassetti non sono mai mancati il phard e il rossetto, esclusivamente rosa ciclamino. Alzavo poi lo sguardo e sullo specchio vedevo loro, splenditi e ricoperti da un sottile strato di polvere. Dovevano essere proprio antichi quei profumi, pensavo. Erano gli anni nei quali vedi i grandi e vuoi imitarli. Usavo tutto e restavo per ore in quel bagno.
Di quei profumi ne manca uno all’appello, il più piccolo che ovviamente si ruppe dopo una delle mie incursioni in quel luogo magico.
Ecco cosa rappresentano questi oggetti; rappresentano mia nonna, la sua femminilità raffinata e la mia voglia di essere grande.
É per questo che appena mia nonna Lea é andata via dopo 97 anni di vita felice e piena di amore sono tornata ancora una volta in quel bagno, ormai grande e con gli occhi diversi e senza esitare neanche un minuto ho preso quei profumi e li ho fatti miei per la vita.
Il passato ci trattiene nei ricordi é vero, ma cosa sarebbe una vita senza ricordare le persone che ci hanno fatto diventare grandi?

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