Tante Care Cose

Tante Care Cose

Tante Care Cose

07.15.2021
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Tante Care Cose“Che le cose siano molto più di semplici «cose» è cosa nota. Le cose sono concentrati di racconti, memorie, odori, affetti, transizioni, ricordi.”

Con queste parole la critica del design Chiara Alessi apre il suo libro “Tante Care Cose”. Un libro nato in seguito all’iniziativa dell’autrice di pubblicare su Twitter, durante il primo lockdown di primavera 2020, una serie di video-clip di 2 minuti e 20 ciascuno per raccontare con curiosità e storie, oggetti più o meno comuni, concentrandosi in particolare sugli aspetti che hanno portato alla creazione e al desing di quell’oggetto (Design in pigiama). 

Un libro di design che con tono amichevole e una dose di ironia racconta di persone, idee, invenzioni, errori e di come cambia l’identità di un popolo attraverso ciò che inventa e usa.

Grazie alle sue parole scopriamo che a volte il designer è uno di noi e che spesso l’idea geniale del progetto è figlia del caso. 

Chiara Alessi ha scelto 74 “care cose” tutte italiane per mostrarci come abbiamo riempito il mondo di invenzioni e cose belle senza inutili elogi o celebrazioni.

In questo libro si scoprono cose curiose, facili da ricordare perché parte della vita vera di tutti i giorni.

Il silenzio è cosa viva

Il silenzio è cosa viva

Il silenzio è cosa viva

06.14.2021
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Cosa ci fa un libro di una poetessa, cosa ci fa la voce di un essere umano che ci parla di meditazione… nel museo delle cose?

Anche questo, come gli altri libri che abbiamo presentato, è un invito alla lettura. Questa volta vogliamo farlo in un modo diverso dal solito, senza sinossi, ma solo con una citazione. Un invito a riflettere (meditare è altra cosa).

Il Maestro thailandese Ajahn Chah beveva il tè sempre dalla stessa tazza, la sua tazza preferita. Un giorno, un discepolo gli chiese: “Ma tu non ci insegni il non attaccamento? Perchè hai una tazza preferita?” E Ajahn Chah gli rispose: “Ah sì, è la mia tazza preferita, ma vedi, per me è già rotta”.

 
Matteo
Da cosa nasce cosa

Da cosa nasce cosa

Da cosa nasce cosa

05.27.2021
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Da cosa nasce cosaDa cosa nasce cosa è un libro che mi ha insegnato molto. L’ho utilizzato soprattutto per acquisire un metodo di lavoro, un metodo per progettare, nel mio caso gli allestimenti museali, ma non solo.

In questo libro Bruno Munari spiega quale sia il processo utilizzato da ogni designer per concepire un oggetto utile, funzionale, piacevole. Lo stesso metodo può essere però utilizzato in tantissimi ambiti differenti, il mio invito è quindi quello di acquistare questo manuale, di facilissima lettura, per acquisire uno strumento utilissimo per il proprio lavoro: è consigliato non solo a chi si occupa di design e progettazione, ma a tutti coloro che vogliono inventare qualcosa di nuovo.

Perché il Museo delle Cose ha deciso di recensire questo libro? La risposta è semplice anche se non è immediata per tutti coloro che hanno già letto questo libro per motivi di studio o di avoro. Chiunque seguirà il nostro consiglio scoprirà un nuovo modo di osservare gli oggetti e le cose che ci circondano, siano esse scaffalature, illuminazioni, mezzi meccanici…

Tutti questi oggetti, tutte queste COSE hanno subito un travaglio prima della loro nascita, un travaglio fatto di problemi da superare: peso, ergonomia, sensorialità, materiale, costo… Grazie a soluzioni che di volta in volta sono state sperimentate e testate da grandi designer, hanno infine visto la luce e sono entrate nelle nostre case e non solo.

L’Italia è un paese famoso nel mondo per la sua creatività, ma niente come questo libro illustra chiaramente che il processo che noi chiamiamo “creativo” con un’accezione troppo spesso legata alla fantasia è in realtà un metodo di progettazione logico, cartesiano, scientifico… ma sarà un piacere scoprirlo dalle parole scritte da Bruno Munari. Siamo sicuri che consigliando questo libro aggiungiamo una nuova visione, un nuovo punto di vista, adatto a scienziati ed umanisti, ad appassionati di storia e tecnica. Leggetelo, soprattutto se siete fucine di idee, perchè poi non si sa mai…da cosa nasce cosa.

Matteo.
Per saperne di più su come uso questo libro in museografia, scrivetemi a curatori@museodellecose.org
Il segreto delle cose

Il segreto delle cose

Il segreto delle cose

05.12.2021
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Il segreto delle cose“Il segreto delle cose” è un libro di letteratura per l’infanzia, una raccolta di poesie che vedono come protagoniste le cose.

Oggetti semplici e domestici si trasformano e prendono vita grazie al soffio vitale che la scrittrice cilena Maria José Ferrada sa infondere con naturalezza e spontaneità.

Grazie al suo sguardo, che si abbassa sovrapponendosi a quello dei bambini, tutti possono in qualche modo riconoscere una familiarità domestica della propria infanzia in cui: i quadri diventano i francobolli delle case, l’ombrello un fiore di tessuto e le tende le sciarpe delle finestre.

In un gioco di fantasiose associazioni, mai banali nella loro immediatezza, gli adulti ritrovano la loro infanzia e i bambini vedono nobilitato il loro naturale sguardo alle cose, talvolta sottovalutato o ormai dimenticato dai grandi. Le illustrazioni di Gaia Stella completano armonicamente ogni singola poesia. Una lettura consigliata a tutti, quindi, grandi e piccini, anche come invito ad una esplorazione di ciò che ci circonda nella quotidianità con uno sguardo più attento e fantasioso.

D’altra parte: È vero che dentro i bauli si nasconde il museo della casa?

Il ritorno delle COSE

Il ritorno delle COSE

Il ritorno delle COSE

07.09.2020
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il ritorno delle coseIn un periodo in cui il digitale è ormai onnipresente nella vita quotidiana, molte persone apprezzano o riscoprono il piacere dato dalle “cose”, ma non come nostalgia o ribellione verso il progresso. Ciò che spinge a scattare una foto con una macchina fotografica analogica invece dell’iPhone è quel “piacere tattile”, il valore del legame che si crea.

Questo libro racconta “la rivincita degli oggetti” attraverso forme alternative all’invadenza della tecnologia. Grazie agli interventi di studiosi e ricercatori si indaga nel profondo della nostra empatia verso le “cose”.