Cappello da Carabiniere (1814)

Cappello da Carabiniere (1814)

Cappello da Carabiniere (1814)

Carabinieri

Si tratta di una riproduzione del cappello da Carabiniere adottato con le prime uniformi dei Carabinieri Reali con la fondazione (1814).

É un simbolo del lontano passato ma collegato indirettamente al “cappellone” usato ancora oggi dai Carabinieri con la grande uniforme speciale.

Adottato da noi nel simbolo del progetto del Podcast e di tutte le iniziative collegate https://linktr.ee/storiadeicarabinieri

Rolleiflex mon coer

Rolleiflex mon coer

Rolleiflex mon coer

07.05.2021
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RolleiflexHo cominciato a fotografare quando avevo 15 anni con una Yashica FX3 Super 2000, regalo della mamma.

Nel corso degli anni, ho coltivato questa mia grande passione facendola diventare una professione: sono giornalista, curatrice indipendente, ho scritto un saggio sulla fotografia e, ovviamente, fotografo. Ma in cuor mio sentivo che mancava qualcosa.

Ecco che, al compimento dei miei 40 anni, una persona cara mi ha regalato una fantastica Rolleiflex risalente agli anni Sessanta. Con “lei” ho riscoperto la mia terra d’origine, la Puglia; con “lei” ho imparato a “vedere” di nuovo, in un processo di lentezza e concentrazione che questo mezzo richiede.

Quindi, la mia Rolleiflex non è solo uno strumento fotografico, ma è uno strumento per vedere meglio il mondo. Almeno per me è così.

Barbie Luce di Stelle / Barbie Twinkle Lights

Barbie Luce di Stelle / Barbie Twinkle Lights

Barbie Luce di Stelle / Barbie Twinkle Lights

BarbieErano i primi anni ’80 e la Mattel sfornava esemplari sfavillanti come non mai della bionda beniamina/modello inarrivabile.
Il più abbagliante di tutti, letteralmente, era la Barbie Luce di Stelle.

Il suo abito, tutto trapuntato di stelline bianche, era magico e si illuminava al buio.
Aveva lo scollo a cuore, must di eleganza dell’epoca e sembrava una principessa al ballo, allora apprezzavamo il genere.
Volevo tantissimo quella Barbie, ma per un motivo o per l’altro nessuno me la comprava. Costava parecchio. Non era il mio compleanno. Non era Natale. Poi per Natale ne è arrivata un’altra ma non era lei, Babbo Natale si sarà confuso.
La mia disperazione non si placava.
Una mia amica ce l’aveva e neanche ci giocava, non le piacevano le Barbie. Guardavo con bramosia la scatola nella sua cameretta, rimasta incomprensibilmente chiusa (anni dopo, mi auguro abbia monetizzato con i collezionisti questa che classificavo come insanità mentale). La Barbie brillava anche dalla scatola.

A 15 anni, per Natale, Babbo Natale mi portò la nuova edizione di Barbie Luce di Stelle, con delle fibre a led che le spuntavano dal costato e si illuminavano cambiando colore.
Non sto neanche a dirvi che non c’era pargone.

Per anni ho sperato di trovarla in qualche mercatino, ma quelle poche che trovavo erano sempre ridotte malissimo.

E arrivò anche Ebay. E i miei migliori amici riuscirono a trovare un esemplare ben conservato e a rendere il mio 36°compleanno davvero felice.
E da quel momento vissi felice e contenta con la mia cosa.

Orma di Dante non si cancella

Orma di Dante non si cancella

Orma di Dante non si cancella

Quello che ci contraddistingue da 40 anni é la carta, possiamo definirci un’impresa di carta. Per questo abbiamo scelto la guida dantesca “Orma di Dante non si cancella” come “cosa”.

Non è solo la passione per Dante che ci ha spinto ad editare questa guida, ma è l’insieme di un grande progetto svolto da persone, dalla mia famiglia. Io, mia mamma e mio Papá. Mi hanno coinvolta anni fa per trasmettermi la passione per la carta e quali emozioni può trasmettere. Cosa può suscitare un semplice magazine agli occhi di chi lo ha tra le mani. Certo viviamo ormai in un mondo tutto digitale, ma la carta per me, per noi rimarrà sempre quella cosa che ti fa ricordare, ha odori, ha un profumo diverso.

Posso dire che ogni giorno mettiamo insieme, l’amore per la carta, per il nostro territorio perché vogliamo far conoscere a turisti e persone di altre regioni la nostra terra che è la Liguria di Levante e tutto ciò che c’è di bello da fare.

Lo facciamo attraverso le nostre foto, che solitamente scatta mio Papá oppure io, attraverso il racconto, attraverso le persone che ci danno fiducia e prendono parte alle nostre riviste.

Ogni giorno ci mettiamo l’unione, la forza e soprattutto il coraggio. Il coraggio che in questo periodo non sarebbe potuto mancare per stampare la guida su Dante.

Dovevamo mantenere una promessa e ce l’abbiamo fatta.

Come disse Dante:” e quindi uscimmo a riveder le stelle” sperando che in questo momento buio, ci porti un po’ di luce!

www.italiapervoimagazine.it

Pedina da giOCA  / Piece

Pedina da giOCA / Piece

Pedina da giOCA / Piece

Pedina da giOCACorreva l’anno accademico 2012/2013, quando portai a conclusione il mio percorso di laurea in Storia dell’Arte, presentando una tesi sul significato iconologico dei giochi di percorso in età moderna: un argomento sicuramente poco accademico, che, contro ogni aspettativa, mi ha dato e continua a darmi grandi soddisfazioni, permettendomi di continuare a studiare divertendomi!

Ero indecisa sul segno da lasciare a chi mi aveva sostenuto nel mio percorso e aveva accolto questa bizzarra scelta con entusiasmo e, così, decisi di unire l’utile al dilettevole: l’oca in foto è una delle due bomboniere superstiti, rimaste tra le mie mani e conservate gelosamente.

Si tratta di una pedina di legno su base rossa, data l’occasione, realizzata in Germania dall’azienda Spielmaterial.de. Sull’utilità di questo oggetto potreste avere dei dubbi, ma… chi non ha mai perso una pedina da gioco?

Forchetta / Fork

Forchetta / Fork

Forchetta / Fork

ForchettaIl nonno Michele iniziava un pasto solo se alla sinistra del suo piatto c’era questa forchetta. 

Il nonno è nato nel 1921 a Grassano in provincia di Matera; negli anni del dopoguerra è stato costretto ad emigrare in Germania per cercare un lavoro che potesse consentirgli di mantenere la numerosa famiglia. È quindi partito per Francoforte insieme ad altri 5 compaesani, la destinazione finale era una grossa fabbrica metallurgica dove venivano prodotti componenti di automobili e di elettrodomestici. Il nonno usava questa forchetta per i pasti nella mensa della fabbrica. Mi ha sempre colpito il suo attaccamento verso quest’oggetto, penso che per lui simboleggiasse quella parte della vita in cui ha dovuto lottare e rinunciare a tutto per garantire il benessere della sua famiglia e per questo doveva in qualche modo essere sempre presente nei suoi gesti quotidiani, come a celebrare il traguardo raggiunto.