Statuetta di bambino

03.25.2021
Inviato da / Send by: Museo archeologico di Casteggio e dell'Olptrepò Pavese
Museo Casteggio

Bambino seduto con il corpo fortemente inclinato in avanti: il braccio destro era proteso e il sinistro verosimilmente allungato verso il basso: la gamba sinistra è ripiegata verso l’interno e la destra originariamente portata in avanti.

La testa è girata verso destra; il collo breve è quasi incassato nelle spalle. I capelli sono indicati a corte ciocche, dallo scarso risalto, segnate da tratti sottili.

Gli occhi sono in argento, con la pupilla incisa. I dettagli del volto paffuto sono abbastanza definiti. Sono indicati con una certa cura anche i particolari anatomici delle membra adipose. La parte inferiore appiattita per l’appoggio: la superficie scabra indica l’adesione a una base.

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La statuetta si ispira a modelli dell’Ellenismo e in particolare a un prototipo illustre: la statua di bambino seduto che poggia la mano sinistra su una volpoca, quasi soffocandola, mentre alza il braccio destro e il viso in un’espressione di stupore, riprodotta negli esemplari marmorei di Vienna e di Firenze. In tale tipo statuario si riconoscere la replica dell’opera di Boethos descritta nel IV Mimiambo di Eroda, posta nell’Asklepeion di Kos e creata intorno alla metà del III secolo a. C. Il bronzetto di Casteggio, pur lacunoso e privo degli attributi, ne ripete esattamente l’impostazione del corpo, decisamente proteso in avanti, e la posizione di braccia, gambe e testa. La capigliatura è strutturata diversamente mentre è assente dal viso l’espressione di stupore: sono motivi che rimandano alle numerose rielaborazioni del modello.

Lo schema figurativo, infatti, venne utilizzato in epoca ellenistico-romana anche per la rappresentazione di Eracle bambino che strozza i serpenti mandati da Era, schiacciandone uno a terra e soffocando l’altro con la manina destra alzata, come illustra una statuetta ai Musei Capitolini, e quindi per una serie di raffigurazioni infantili dalle infinite varianti, di carattere decorativo, sia nelle statuette marmoree sia nei bronzetti di età romana. Tra questi ultimi si possono citare, per la vicinanza all’esemplare di Casteggio, un Herakliskos che strozza i serpenti alla Bibliothéque Nationale di Parigi e un altro a Verona, oppure un putto con la tortorella ad Avignone, uno con coniglio uccellino a Bavai, un altro ancora con un bastone nella mano sinistra a Cuenca. Ma vanno ricordate anche le numerose immagini di bambini bacchici (o di Bacco bambino), seduti con il grappolo d’uva in mano.

In assenza degli attributi non è determinabile con sicurezza il soggetto rappresentato nel bronzetto di Casteggio, anche se il tema del bambino con un animale appare il più probabile. Si tratta comunque di un’opera di qualità, come denota la cura dei particolari nel trattamento del corpo e nella realizzazione tecnica: l’aggiunta di argento negli occhi conferisce un tocco di colore e di preziosità a un elemento decorativo già caratterizzato dalla piacevolezza del soggetto.

La freschezza del modellato, la sensibilità per i valori plastici, la cura della realizzazione fanno pensare a una datazione nel I-II secolo d.C.