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E le cose

Musée d’Anthropologie Préhistorique de Monaco

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Elena Rossoni Notter, Direttrice del Musée d’Anthropologie Préhistorique de Monaco – ecco la nostra chiacchierata:

1) Se dovessi presentare il Museo a chi non lo conosce ancora in 100 parole, come lo presenteresti?

Il Museo d’Antropologia preistorica è sicuramente uno di quei luoghi che non si possono non visitare durante un soggiorno nella città di Monaco; è il museo e istituto di ricerca più antico del Principato, fondato ufficialmente nel 1902 dal Principe Alberto I. Tutte le collezioni al suo interno sono composte da opere originali che raccontano la storia della Monaco antica, in un arco temporale di più di 200mila anni, oltre alla storia dell’intera umanità. Il museo è il luogo ideale per tutti gli amanti del patrimonio e della storia, appassionati di archeologia e archivi storici, curiosi e viaggiatori. Adatto a tutte le fasce di età, si presenta come uno dei musei più coinvolgenti del Principato. Su richiesta del pubblico è inoltre possibile organizzare delle visite guidate seguite da specialisti, dei laboratori per le scuole e attività specifiche per tutte le fasce d’età. Allo stesso tempo, all’interno del museo è possibile trovare una boutique, una terrazza panoramica che affaccia su tutto il Principato di Monaco e ricevere informazioni in tutte le lingue. Il Museo è presente su tutti i canali social come Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e sito web MAP.    

2) Qual è il tuo ruolo all’interno del Museo? Con chi collabori?

Sono direttore e coordinatore dei programmi scientifici e culturali, responsabile del funzionamento del Museo e di tutte le edizioni e pubblicazioni che vengono periodicamente realizzate da questo istituto.
Collaboro in modo intensivo con tutto l’equipe del Museo, composta principalmente da ricercatori, specialisti e amministratori. Inoltre, mi occupo di svolgere frequenti collaborazioni scientifiche con colleghi che provengono da tutto il mondo, istituzioni, laboratori e università. Il Museo, per di più, accoglie durante tutto l’anno studenti di scuole e università per assisterli nella loro formazione. Questo permette alla nostra istituzione di avere una visione globale degli eventi, rendendo gli studi effettuati sempre aggiornati e di grande interesse su tutti i canali di ricerca. 

3) Ci descrivi il lavoro e le competenze di chi svolge la sua attività professionale nel dietro le quinte del Museo? Perché questo lavoro è importante anche se non è visibile concretamente al pubblico?

Gli specialisti e l’intero personale sono il vero motore che permette al museo di funzionare correttamente, anche grazie al mantenimento di una costante comunicazione interna e alla continua collaborazione su tutti i progetti promossi dal nostro istituto. Che si tratti di una mostra, scavi, studi o ricerca, quello che viene infine presentato al pubblico è il risultato di una grande cooperazione che coinvolge le differenti professionalità della squadra. Naturalmente, questo particolare aspetto fa parte del dietro le quinte che oggi sono contenta di presentare.

L’équipe è composta da una decina di persone specializzate o amministrative. Sono presenti due addetti alla ricerca che sviluppano programmi scientifici e culturali a livello locale e internazionale, un addetto alla mediazione scientifica e alla ricerca, 3 addetti all’accoglienza, una segretaria e un assistente di direzione, un impiegato-archivista e un tecnico. Spesso accogliamo ricercatori e specialisti, anche per missioni lunghe e durature come quelle di ricerca e restauro/conservazione. Abbiamo un’intera divisione dedicata allo studio, conservazione e restauro delle collezioni del Museo che comprende le collezioni archeologiche, la biblioteca specializzata, carte e opere librarie, così come delle collezioni fotografiche e filmiche. Questo insieme fa parte di una grande e importante risorsa storica dell’istituto che offre ai ricercatori e ad altri specialisti la possibilità di studiare e comparare tutte le ricerche e gli studi fatti nel passato, oltre all’opportunità di presentare al grande pubblico le opere nuovamente analizzate e restaurate. Ad oggi la necessità di conservare i nostri archivi e in seguito digitalizzarli è una delle missioni principali del Museo (identificazione, foto, modellizzazione 3D, registrazione informatica, etc).

4) Quali sono gli spazi che permetto al Museo di vivere, fare ricerca, mettere in atto le attività che programmate?

Il Museo, per far vivere la sua storia, si appoggia a differenti spazi che gli permettono di essere ciò che è oggi. In primo luogo, tra le attività di maggiore rilievo possiamo parlare dei siti archeologici dove compie i maggiori interventi. Tali siti sono sia sul suolo del Principato così come nei dintorni o a livello internazionale. A seguire, questi spazi assolvono all’importante compito della divulgazione delle ricerche e delle collezioni che vengono esposte in mostra al pubblico, seguite dalla pubblicazione di una rivista scientifica annuale dedita agli studi effettuati, Edizione del Museo di Antropologia preistorica di Monaco. Il Laboratorio di ricerca, cuore pulsante del nostro Museo, contiene la quasi totalità delle collezioni: studiosi e ricercatori approdano qui da tutto il mondo nell’intento di compiere i loro percorsi di studio. Si tratta di un grandissimo locale considerato oggi patrimonio storico e ricco di vita. Infine, la terrazza panoramica per noi assume un ruolo davvero importante. Grazie a questo favoloso spazio abbiamo la possibilità di organizzare eventi di ogni genere e conferenze all’aperto, con la capacità di poter accogliere centinaia di persone tra pubblico, appassionati e specialisti dei vari settori. 

5) A proposito di programmazione, come sarà gestito il Museo nei prossimi anni? Quali novità sono in progettazione? (Se si possono dire)

Nei prossimi anni sono previsti grandi progetti per ciò che riguarda le mostre e non solo, ma che allo stato attuale devono rimanere riservati con la certezza di colpire e meravigliare ancora una volta il nostro pubblico. Sono in programma anche numerose conferenze con l’obiettivo, ancora una volta, di coinvolgere il pubblico internazionale grazie ai nuovi studi e alle ricerche nel campo della storia e dell’archeologia. Campagne di scavi sono previste per tutto l’anno, in particolare su due siti di proprietà del Principe Alberto II di Monaco. Attualmente siamo a lavoro per la preparazione della prossima mostra dedicata al Principe Ranieri III.

Contributo alla traduzione: G. Stabellini

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